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Recuperare un borgo storico: il progetto con Vecchio Basolato Pietra Primiceri

Dare nuova vita a edifici abbandonati senza snaturarne l’identità originaria.
È la storia di un progetto nato nel 2011 sulle colline piemontesi, tra le valli del Curone, dove un insieme di vecchi fabbricati rurali è stato progressivamente recuperato e trasformato in un luogo pensato per accogliere persone, relazioni e momenti di condivisione.

La storia, però, comincia ancora prima dei lavori.

Durante uno dei tanti viaggi di ritorno verso Milano, Alberico Avogadro e la sua famiglia si imbattono quasi per caso in un piccolo borgo. Dove altri vedevano ruderi, fienili e stalle ormai compromessi, loro hanno immaginato qualcosa di diverso: recuperare gli edifici esistenti e trasformarli, nel tempo, in un luogo da vivere. Un intervento costruito con pazienza, sviluppato per fasi, che ancora oggi continua ad evolversi.

 

recupero borgo pavimento pietra primiceri
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La sfida: costruire il nuovo senza perdere la storia del luogo

L’obiettivo era creare un luogo capace di dialogare con il contesto, rispettando la storia del borgo e il carattere autentico del paesaggio circostante.

Fin dalle prime fasi progettuali è emersa una necessità precisa: mantenere una coerenza architettonica tra le parti recuperate e quelle di nuova realizzazione.

Come racconta il committente, Alberico Avogadro, una delle principali sfide è stata proprio quella di creare continuità tra ciò che esisteva e ciò che sarebbe stato costruito successivamente, facendo convivere vecchio e nuovo senza creare fratture visive.
La ricerca dei materiali ha avuto quindi un ruolo centrale nel progetto.

Fin dall’inizio esisteva un’immagine molto chiara di ciò che il borgo sarebbe dovuto diventare. Non una semplice somma di edifici recuperati, ma un insieme armonico di spazi autonomi collegati da un elemento comune: la piazza.

Immaginavamo un luogo dove ritrovarci per una cena all’aperto, con le luci accese la sera e la sensazione autentica delle piazze dei piccoli borghi italiani. Tutto il progetto è nato attorno a questa idea“, racconta Alberico Avogadro.

È proprio questa visione che ha guidato molte delle scelte successive, a partire dalla pavimentazione.

Dalla pietra naturale alla pietra ricostruita: la scelta dei materiali Pietra Primiceri

Prima di conoscere Pietra Primiceri erano state valutate diverse soluzioni in pietra naturale, tra cui i tradizionali basoli vesuviani. Nessuna, però, sembrava rispondere pienamente alle esigenze del progetto.
Attraverso alcune ricerche online è arrivata la scoperta di Primiceri e del Vecchio Basolato color Botticino.

È stato amore a prima vista“, ricorda Alberico Avogadro.

Dopo aver valutato con attenzione prodotti e lavorazioni, il progetto ha trovato la soluzione che cercava: una pietra capace di restituire autenticità, carattere e continuità estetica, mantenendo al tempo stesso praticità e affidabilità.

Una scelta che, a distanza di anni, viene ancora considerata pienamente soddisfacente. “Quello che ci ha colpito fin dall’inizio è stata la capacità del materiale di inserirsi naturalmente nel progetto. Cercavamo una soluzione che non desse l’impressione di essere stata aggiunta successivamente, ma che sembrasse appartenere da sempre a questi luoghi. A distanza di anni possiamo dire di aver trovato esattamente quello che stavamo cercando“, racconta Alberico Avogadro.

 

 

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Il Vecchio Basolato: l’elemento che unisce il borgo

Per gli interventi che hanno riguardato questo borgo, il Vecchio Basolato Primiceri è diventato l’elemento capace di mettere in relazione architetture, percorsi e spazi esterni, contribuendo a costruire quell’idea di continuità che il progetto cercava fin dall’inizio.

La pavimentazione è stata utilizzata nella piazza centrale, nei camminamenti, nelle aree sotto pergola, lungo i gradini e persino nel rivestimento di alcuni muretti e di una vecchia vasca agricola trasformata oggi in elemento decorativo.

Sembra che sia sempre stato qui“, racconta il committente. Ed è probabilmente questo il complimento più significativo che una pavimentazione possa ricevere.

L’aspetto vissuto del Vecchio Basolato dialoga naturalmente con gli edifici esistenti, restituendo quella sensazione di coerenza che rende credibile ogni intervento di recupero.

Non si percepisce una distinzione netta tra ciò che appartiene alla storia del luogo e ciò che è stato aggiunto successivamente: tutto sembra appartenere allo stesso racconto.

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Il tempo come prova: perché la scelta di Pietra Primiceri si è rivelata giusta

Oltre all’aspetto estetico, la scelta è stata confermata nel tempo anche dalle prestazioni tecniche del materiale. Posato nel 2021, il Vecchio Basolato è stato sottoposto negli anni a un utilizzo intenso: automobili, mezzi agricoli, eventi e continue sollecitazioni quotidiane.
La sua ridotta porosità e la maggiore resistenza alla formazione di muschio rispetto alla pietra naturale hanno rappresentato un vantaggio importante per un intervento situato sulle colline piemontesi, soggette a condizioni climatiche molto diverse da quelle del Sud Italia.

A distanza di tempo mantiene inalterato il proprio carattere, dimostrando come una pavimentazione possa contribuire non solo alla bellezza di un luogo, ma anche alla sua funzionalità e durabilità.
“La maggior parte delle persone pensa che sia pietra naturale. Quando scoprono che si tratta di pietra ricostruita rimangono sorprese. È una soddisfazione che continua ancora oggi”, racconta Alberico Avogadro.

Un progetto ancora in evoluzione

A oltre cinque anni dall’inizio dei lavori, il progetto continua a crescere attraverso nuovi interventi e ulteriori sviluppi architettonici, mantenendo invariato il principio che lo ha guidato fin dall’inizio: valorizzare il luogo senza snaturarlo.

Oggi questo piccolo borgo rappresenta un esempio concreto di come il recupero dell’esistente possa generare nuovo valore senza cancellare la memoria dei luoghi.
Un progetto costruito nel tempo, dove ogni scelta — dagli edifici recuperati alla pavimentazione della piazza — contribuisce a raccontare una storia coerente, autentica e profondamente legata al territorio.

Gli scatti fotografici sono a cura di Silvia Dogliani.

I disegni della ristrutturazione sono stati realizzati da Raniero Avogadro.

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